Eliminare il ponte termico di un edificio

Il ponte termico è tra i principali responsabili delle perdite di calore in un edificio perché, favorendo gli scambi di calore tra interno ed esterno, può arrivare anche a triplicare la trasmissione di calore in una sezione dell’edificio, pur rappresentando solo una minima parte della superficie stessa.
I ponti termici devono essere assolutamente evitati in quanto comportano non solo un notevole dispendio, sia economico che energetico, ma diminuiscono sensibilmente il comfort e la salubrità degli edifici; quando la temperatura superficiale
interna di una parte di parete è inferiore di qualche grado rispetto alla temperatura dell’ambiente si avverte infatti una sensazione di disagio in prossimità di tale superficie, disagio che si cerca di limitare innalzando i livelli di riscaldamento e provocando in tal modo un’ulteriore perdita di energia.
Un’altra conseguenza molto comune della loro presenza è la condensazione superficiale, che si manifesta quando un maggiore livello dell’umidità relativa degli ambienti interni si combina con una temperatura superficiale delle pareti più bassa del punto di rugiada con conseguente formazione di muffe. Infine, altro importante aspetto da non trascurare, l’utilizzo di materiali aventi dilatazioni termiche differenti, in presenza dei ponti termici (tipico esempio: cemento armato della struttura e laterizio del tamponamento), causa un degrado superficiale delle facciate che, sollecitate ciclicamente dalle variazioni di temperatura, dalle intemperie, dai cicli gelo-disgelo, possono essere soggette alla formazione di crepe, distacchi, infiltrazioni con degrado continuo nel tempo.

  

 

 

 

 

 

 

 

In queste foto alcuni effetti visivi dei ponti termici sia in esterno che all’interno come evidenziato anche dalla termografia

 

Alla base di un ponte termico c’è sempre un difetto progettuale o di realizzazione per cui è indispensabile conoscere le dinamiche che concorrono alla loro formazione.
In generale è possibile distinguere tra ponti termici “geometrici” e ponti termici “costruttivi”. Questi ultimi derivano da disomogeneità termica dei materiali e si manifestano nei punti in cui materiali ad alta conducibilità termica penetrano in un elemento strutturale che presenta una maggiore coibentazione, ad esempio le architravi non coibentate, i pilastri in c.a., i balconi in calcestruzzo che attraversano la muratura perimetrale. I ponti termici geometrici sono invece determinati dalla figura geometrica dell’elemento edilizio in cui ad una piccola superficie interna corrisponde, esternamente, una grande superficie disperdente. La regola principale per evitare i ponti termici è quindi quella di predisporre una coibentazione ottimale dell’edificio, che deve essere progettata nel dettaglio e, soprattutto, eseguita a regola d’arte; l’isolamento deve essere continuo, con particolare attenzione alle parti aggettanti o ai punti di debolezza termica.

 

 Muratura con ponte termico

 

Muratura con correzione del ponte termico ma non sufficiente

 

 

 

 

Muratura con isolamento esterno a cappotto senza ponte termico

 

 

 

L’applicazione infatti di un pannello isolante sulla facciata esterna della trave e pilastri prima della posa dell’intonaco è un metodo non corretto dal momento che attenua il ponte termico in maniera limitata in quanto la “rientranza” della trave può essere minima per motivi strutturali e un sottile strato di isolante non garantisce assolutamente una correzione ottimale, per evitare la formazione di condensa e tensioni sulla muratura.
Il punto di forza del sistema d’isolamento dall’esterno a cappotto è sicuramente il fatto che, a fronte di una estrema semplicità realizzativa, garantisce quella continuità termica indispensabile a evitare i fenomeni di cui abbiamo parlato.
Le caratteristiche tipiche e insostituibili del “cappotto” possono essere così riassunte: isolare senza discontinuità dal freddo e dal caldo, sfruttare il volano termico delle murature, proteggere le facciate dagli agenti atmosferici, fornire interessanti e sensibili risparmi, porre in condizioni stazionarie termo-igrometriche l’involucro e la struttura degli edifici, rendere ottimali, confortevoli e igieniche le condizioni degli spazi abitativi e contribuire sensibilmente alla riduzione delle immissioni inquinanti nell’atmosfera.
Tali vantaggi che, come detto all’inizio, vanno molto al di là del solo risparmio energetico - già di per sé molto importante - rendono l’investimento nell’isolamento a cappotto attraente dal punto di vista economico-finanziario, non solo su edifici nuovi ma ancor più interessante in occasione di un intervento di manutenzione delle facciate degli edificiesistenti (essendo in tal caso da valutare il solo investimento marginale legato all’applicazione del sistema isolante).

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